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Impianti dentali con poco osso: quali sono le alternative?

David Moriconi • 9 febbraio 2026

LUCCA - Come gestiamo con l'implantologia i casi con poco osso.

C'è una frase tipica, che mi viene rivolta spesso da chi vedo per una valutazione implantare:


“Mi hanno detto che ho poco osso e che non posso fare impianti”.


Oggi, grazie alle moderne tecniche di implantologia, in molti casi è possibile trovare una soluzione anche in presenza di poco osso.
Non esiste però una risposta valida per tutti: ogni situazione va valutata con attenzione, proprio perché 
ogni bocca è diversa.


Cosa significa avere poco osso in implantologia


La riduzione dell’osso può dipendere da diversi fattori, tra cui:

  • perdita dei denti da tempo
  • infezioni o parodontite
  • traumi
  • estrazioni avvenute molti anni prima


Avere poco osso non esclude automaticamente la possibilità di inserire impianti dentali, ma richiede una pianificazione accurata e un approccio personalizzato.


Le principali soluzioni quando l’osso è insufficiente


In implantologia esistono due strategie principali per affrontare i casi di poco osso, entrambe consolidate e utilizzate a seconda della situazione clinica.


Rigenerare l’osso


In alcuni casi è indicato rigenerare l’osso mancante, prima o contestualmente all’inserimento degli impianti.

Questa soluzione viene scelta quando:

  • la quantità di osso disponibile non è sufficiente
  • è necessario creare una base adeguata per la stabilità degli impianti
  • la situazione clinica lo richiede


Le tecniche di rigenerazione ossea oggi sono affidabili e consentono di ottenere risultati stabili nel tempo, anche se comportano tempi di trattamento più lunghi.


Sfruttare l’osso disponibile con tecniche mini-invasive


In altri casi, l’osso presente può essere utilizzato in modo più mirato, evitando procedure più invasive.

Grazie alle moderne tecniche di implantologia mini-invasiva e alla chirurgia guidata, è possibile:

  • pianificare con precisione la posizione degli impianti
  • sfruttare al meglio l’osso residuo
  • ridurre l’invasività dell’intervento


Questo approccio consente spesso un decorso post-operatorio più semplice e tempi di recupero più rapidi.


Il ruolo della chirurgia guidata


La chirurgia guidata permette di pianificare l’intervento in modo digitale, utilizzando esami tridimensionali.

Questo consente di:

  • aumentare la precisione nel posizionamento degli impianti
  • valutare con attenzione anche i casi di poco osso
  • ridurre margini di errore e invasività


È uno strumento utile in molti casi, ma va sempre valutato in base alle reali indicazioni cliniche.


Impianti e denti fissi anche con poco osso


La possibilità di ottenere denti fissi anche in presenza di poco osso dipende da diversi fattori:

  • quantità e qualità dell’osso residuo
  • condizioni generali di salute
  • abitudini del paziente
  • corretta pianificazione del trattamento


Per questo nel nostro studio ogni caso viene analizzato in modo approfondito, senza soluzioni standard.


Una valutazione corretta è il primo passo


Se ti è stato detto che hai poco osso, il consiglio è di sottoporti a una valutazione completa, che comprenda:

  • visita clinica
  • esami radiografici adeguati
  • analisi personalizzata del caso


Solo così è possibile stabilire se rigenerare l’osso o sfruttare quello disponibile con tecniche mini-invasive.


David Moriconi

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Siamo a Lucca in Via dei Pubblici Macelli, 237.

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28 gennaio 2026
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